La Regione Sardegna ha approvato, con la Deliberazione della Giunta regionale n. 44/25 del 2 settembre 2026, la prima programmazione delle strutture integrate presenti sul territorio regionale.

Il provvedimento riguarda tre tipologie di servizi: le comunità integrate per anziani non autosufficienti (C.1), le comunità integrate per persone con disabilità e per il “dopo di noi” (C.2) e le comunità socio-educative integrate per minori (C.4).

La programmazione nasce dall’analisi delle informazioni disponibili nel Sistema informativo del welfare regionale – SIWE e prende in considerazione la distribuzione territoriale delle strutture già autorizzate, la loro capacità ricettiva, la popolazione residente e le caratteristiche dei diversi target di utenza.

La fotografia delle strutture oggi autorizzate

Secondo i dati riportati nella deliberazione, le strutture integrate attualmente censite sono complessivamente 251.

Di queste, 233 sono comunità integrate per anziani non autosufficienti, 10 sono comunità integrate per persone con disabilità e per il “dopo di noi” e 8 sono comunità socio-educative integrate per minori.

L’Allegato 1 alla deliberazione permette di osservare nel dettaglio la loro distribuzione nei diversi Ambiti PLUS e nei Comuni della Sardegna. Il documento evidenzia una presenza territoriale molto differenziata a seconda della tipologia di servizio considerata.

Particolarmente significativo è il quadro relativo alle strutture destinate alle persone con disabilità e al “dopo di noi”, che risultano essere soltanto dieci sull’intero territorio regionale.

Disabilità e “dopo di noi”: il fabbisogno individuato dalla Regione

L’Allegato 2 definisce il fabbisogno 2026 suddividendolo per macroaree territoriali e rappresenta uno degli elementi centrali della nuova programmazione.

Per le comunità integrate rivolte alle persone con disabilità e al “dopo di noi” la situazione regionale riportata nel documento comprende 10 strutture autorizzate, con una capacità ricettiva complessiva pari a 242, a fronte di un fabbisogno indicato in 188.

La distribuzione territoriale presenta differenze rilevanti.

Nella macroarea della Città metropolitana di Cagliari, che comprende gli Ambiti PLUS di Ales Terralba, Area Ovest, Cagliari, Cagliari 21, Quartu-Parteolla, Sarcidano Barbagia, Sarrabus Gerrei e Trexenta, il documento regionale riporta una popolazione tra i 18 e i 64 anni pari a 353.409 persone.

Per questa stessa area risultano, nella tabella dedicata alle strutture C.2, zero strutture autorizzate e zero capacità ricettiva autorizzata, mentre il fabbisogno indicato è pari a 91.

Nelle altre macroaree il fabbisogno riportato è pari a 25 per la Città metropolitana di Sassari, 14 per il Medio Campidano, 11 per il Sulcis Iglesiente, 21 per la Gallura Nord-Est Sardegna, 8 per l’Ogliastra e 19 per la provincia di Nuoro. Per la provincia di Oristano, dove risultano tre strutture autorizzate con una capacità ricettiva complessiva di 87, il fabbisogno indicato dalla programmazione è pari a zero.

Cosa cambia con la nuova programmazione

La deliberazione interviene anche sulle modalità attraverso le quali potranno essere autorizzate le strutture integrate.

La Regione stabilisce il ripristino, dal 1° gennaio 2027, del parere espresso di compatibilità previsto dall’articolo 34 del D.P.Reg. n. 4/2008. Il parere dovrà verificare la coerenza delle strutture con il fabbisogno definito dalla programmazione regionale e terrà conto anche dei vincoli finanziari delle aziende socio-sanitarie locali.

Il provvedimento prevede inoltre, nel periodo transitorio indicato dalla deliberazione, la sospensione dei procedimenti finalizzati all’autorizzazione di nuove strutture residenziali integrate o all’aumento della capacità ricettiva di quelle già autorizzate.

La stessa deliberazione introduce tuttavia una specifica tutela per gli investimenti già avviati alla data di approvazione del provvedimento, quando siano dimostrabili attraverso atti o impegni oggettivamente riscontrabili, come l’acquisto o la locazione di immobili con destinazione socio-sanitaria, progetti edilizi approvati, investimenti finanziari vincolati o titoli edilizi abilitativi.

La prima programmazione potrà inoltre essere sottoposta a revisione entro un anno, anche sulla base dell’aggiornamento dei dati trasmessi attraverso il sistema SIWE.

Una nuova base per la programmazione dei servizi

La deliberazione fornisce quindi una prima fotografia organica della presenza delle strutture integrate in Sardegna e del fabbisogno individuato nei diversi territori.

I dati relativi alle persone con disabilità e al “dopo di noi”, in particolare, consentono di disporre di un quadro ufficiale sul quale impostare la futura programmazione dei servizi, mettendo in relazione popolazione, offerta esistente e capacità ricettiva.

Per Saìa Riabilitazione, conoscere e approfondire questi strumenti di programmazione significa continuare a seguire con attenzione l’evoluzione dei servizi territoriali e delle risposte rivolte alle persone con disabilità e alle loro famiglie.


Documenti e approfondimenti

Per consentire un approfondimento puntuale della nuova programmazione regionale delle strutture integrate, rendiamo disponibili la Deliberazione della Giunta regionale n. 44/25 del 2 settembre 2026 e i relativi allegati. Il provvedimento definisce la prima programmazione regionale delle strutture integrate e disciplina il quadro di riferimento per le tipologie destinate agli anziani, alle persone con disabilità e al “dopo di noi” e ai minori.

L’Allegato 1 riporta la distribuzione sul territorio regionale delle strutture attualmente autorizzate, articolata per Ambiti PLUS e Comuni.

L’Allegato 2 individua invece, per ciascuna macroarea territoriale, il fabbisogno programmato sulla base della popolazione residente, della capacità ricettiva esistente e del target di utenza delle diverse tipologie di struttura.